{"id":248,"date":"2018-05-01T14:08:18","date_gmt":"2018-05-01T14:08:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.manuelamarangio.it\/?p=248"},"modified":"2018-08-04T18:38:47","modified_gmt":"2018-08-04T18:38:47","slug":"educare-alle-emozioni-in-che-modo-influenziamo-lo-sviluppo-emotivo-del-bambino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.manuelamarangio.it\/?p=248","title":{"rendered":"Educare alle Emozioni: In che modo influenziamo lo sviluppo emotivo del bambino"},"content":{"rendered":"<p><strong><em><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-252 alignleft\" src=\"http:\/\/www.manuelamarangio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/family-1784371_1920-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.manuelamarangio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/family-1784371_1920-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.manuelamarangio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/family-1784371_1920-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.manuelamarangio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/family-1784371_1920-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.manuelamarangio.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/family-1784371_1920.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u201c<\/em><\/strong><em>Il primo passo nell\u2019educare al benessere emotivo \u00e8 dare voce a ci\u00f2 che si prova\u201d (Goleman)<\/em><\/p>\n<p>La vita familiare \u00e8 la prima scuola nella quale e dalla quale apprendiamo insegnamenti riguardanti la vita emotiva. E\u2019 nell\u2019intimit\u00e0 familiare che impariamo a percepire noi stessi come individui e quali saranno le reazioni degli altri ai nostri sentimenti, che cosa pensare su questi sentimenti e quali alternative abbiamo per reagire (Goleman, 1996).\u00a0Lo sviluppo emotivo non si realizza semplicemente attraverso le parole e le azioni indirizzate direttamente ai bambini, ma soprattutto attraverso i modelli che gli adulti forniscono indirettamente, mostrando le modalit\u00e0 personali che adottano nel vivere e nell\u2019esprimere i loro sentimenti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>MECCANISMI DI SOCIALIZZAZIONE DELL\u2019ESPRESSIVITA\u2019 E DELLA COMPRENSIONE EMOTIVA<\/strong><\/p>\n<p>I bambini piccoli imparano a sviluppare le competenze emotive da tutte quelle persone che rivestono un ruolo importante nella loro vita. Genitori, parenti, insegnanti, fratelli e compagni di gioco sono chiamati \u201csocializzatori\u201d, poich\u00e9, intenzionalmente o no, mostrano ai bambini ci\u00f2 che \u00e8 accettabile e ci\u00f2 che non lo \u00e8, nella cultura di appartenenza. Ovviamente i genitori rappresentano i principali socializzatori e dato lo stretto contatto, essi sono determinanti nello sviluppo della competenza emotiva del bambino.<\/p>\n<p>Halberstadt (Halberstadt, 1991) ha ipotizzato che i processi implicati nella socializzazione delle emozioni coincidono con tre meccanismi di apprendimento sociale, quali:<\/p>\n<p><strong>Il modellamento<\/strong>: i genitori, con i loro personali modi di esprimere e di affrontare le emozioni, fungono da modello per il figlio che apprender\u00e0 quanto e come le emozioni possono essere espresse e gestite. Se un genitore manifesta un\u2019espressivit\u00e0 della rabbia eccessiva e poco controllata, probabilmente il figlio apprender\u00e0 che tale emozione \u00e8 pericolosa e negativa, oppure se un genitore non manifesta mai l\u2019emozione della tristezza, il bambino potrebbe imparare che non \u00e8 consentito esprimere tale emozione. Inoltre, i genitori, senza esserne consapevoli, mettono in rilievo e distinguono il <em>significato emotivo degli eventi.<\/em>. Per esempio, un genitore di fronte ad un cane, pu\u00f2 esprimere paura e diffidenza respirando affannosamente, spalancando gli occhi o irrigidendo la sua postura. Se un bambino noter\u00e0 tali segnali, e quindi le difficolt\u00e0 del genitore ad avvicinarsi al cane, imparer\u00e0 il significato emotivo di questa situazione e probabilmente si mostrer\u00e0 spaventato di fronte al cane. I genitori, con il proprio modo di affrontare le situazioni emotive, possono mostrare ai bambini anche le <em>\u201ctendenze all&#8217;azione\u201d,<\/em> ossia i comportamenti comunemente associati all\u2019espressione di specifiche emozioni. Per esempio, una madre alla vista di un cane potrebbe prendere in braccio il bambino e allontanarsi perch\u00e9 ha paura, mentre un\u2019altra potrebbe avvicinarsi al cane con un atteggiamento prudente, valutare il rischio e decidere se mantenere una distanza di sicurezza o andare ad accarezzarlo. Il bambino apprender\u00e0 comportamenti diversi, nel primo caso potrebbe associare a una situazione emotiva di tipo ansioso un comportamento di evitamento (ho paura, evito il pericolo\/problema), nel secondo caso potrebbe apprendere un comportamento orientato all\u2019affrontare direttamente il problema (ricerco informazioni, analizzo la situazione, e poi organizzo una risposta consapevole).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019addestramento emotivo<\/strong>: il fornire o meno insegnamenti e conoscenze sulle emozioni, principalmente attraverso le conversazioni quotidiane. Le emozioni sperimentate dal bambino senza che egli sappia dar loro un nome possono spaventare.<\/p>\n<p>\u201c Perch\u00e9 mi batte cos\u00ec forte il cuore? Perch\u00e9 il mio respiro \u00e8 affannato? Perch\u00e9 la mia faccia \u00e8 tutta rossa e vorrei spaccare tutto? Forse mi sento male\u2026 sto per esplodere\u2026 cosa mi sta succedendo?\u201d Sono tanti i timori e i dubbi dei bambini che piano paino entrano in contatto con il loro mondo emotivo, cercando di comprenderlo e affrontarlo. Spesso possono sentirsi soli in questo processo di scoperta e di crescita. Dare un nome alle emozioni e riconoscere la rabbia, la gelosia, l\u2019invidia tranquillizza il bambino, lo aiuta a riconoscere le emozioni su di s\u00e9 e sull\u2019altro, tenerle sotto controllo, canalizzarle in comportamenti socialmente accettabili, affrontarle, senza esserne sopraffatti e spaventati. Esprimere le emozioni tramite il linguaggio verbale permette di conoscerle e di padroneggiarle con il pensiero.<\/p>\n<p>Sono diverse le occasioni di addestramento, come ad esempio le espressioni emotive del bambino stesso, del genitore o di altre persone, oppure anche la lettura di fiabe e di storie. Il genitore pu\u00f2 spiegare il comportamento altrui, promuovere la comprensione delle emozioni, collegandole alla loro causa (\u201cMatteo \u00e8 triste perch\u00e9 ha perso il suo giocattolo preferito\u201d), esplicitare le regole di espressione (\u201cAnche se si \u00e8 arrabbiati con qualcuno, non bisogna picchiarlo\u201d) e guidarli nella ricerca di soluzioni e di strategie di regolazione (\u201cQuando hai paura, puoi fare un bel respiro profondo\u201d)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le reazioni contingenti<\/strong>: le reazioni genitoriali alle emozioni dei bambini influenzano il modo in cui quest\u2019ultimi \u201ctrattano\u201d le proprie emozioni, consentendo loro di cogliere quali comportamenti corrispondano ai vari sentimenti provati e in quali situazioni possano essere espressi. Ad esempio, se un genitore reagisce alla tristezza del proprio figlio con fastidio, critica o minimizzazione, mander\u00e0 il messaggio che tale emozione non \u00e8 accettata, che non pu\u00f2 essere espressa n\u00e9 compresa, e il bambino imparer\u00e0 ad inibirla invece che accettarla e regolarla. Se invece il genitore accompagna e sostiene il bambino nell\u2019espressione della sua tristezza, reagendo con empatia e comprensione, aiutandolo a esplicitare le cause della sua emozione e le strategie per affrontarla, il bambino imparer\u00e0 che quell\u2019emozione pu\u00f2 essere condivisa, espressa ed affrontata con successo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Attraverso questi processi, quindi, il bambino impara progressivamente ad esperire e gestire le proprie emozioni e a interpretare e reagire in maniera adeguata alle emozioni altrui. Fondamentale \u00e8 il supporto di adulti sensibili e disponibili, capaci di sintonizzarsi empaticamente sui suoi vissuti e bisogni emotivi.<\/p>\n<p>Spesso, nella straordinaria avventura di essere genitore, le cose non sono affatto semplici, vorremmo crescere un figlio ascoltando e comprendendo ogni sua emozione, facendolo sentire capito e protetto e al tempo stesso guidando i suoi comportamenti, contemporaneamente dobbiamo confrontarci con il nostro mondo emotivo, la nostra storia, quello che noi abbiamo imparato circa l\u2019esprimere e gestire le emozioni, dobbiamo confrontarci con una realt\u00e0 frenetica e richiedente dove pu\u00f2 essere difficile fermarsi e semplicemente esserci, e possiamo vivere ogni reazione del bambino come un continuo test sulle nostre capacit\u00e0. A volte questo fa parte del normale viaggio dell\u2019essere genitore, altre volte abbiamo bisogno di un sostegno, per noi, per nostro figlio o per la relazione con lui e pu\u00f2 essere utile richiedere una consulenza con uno specialista per poter affrontare al meglio una fase di difficolt\u00e0, in modo da supportare lo sviluppo emotivo del bambino.<\/p>\n<p>Dott.ssa Manuela Marangio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Bibliografia<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0Ferri, Carleschi, Orsini, Lo sviluppo socio-emozionale nella prima infanza, Franco Angeli, Milano, 2010<\/em><\/p>\n<p><em>Grazzani Gavazzi, Ornaghi, Antoniotti, La competenza emotiva dei bambini, proposte psicoeducative per le scuole dell\u2019infanzia e primaria, Erickson, Trento, 2014<\/em><\/p>\n<p><em>Goleman, Intelligenza emotiva, Rizzoli, Milano, 1996<\/em><\/p>\n<p><em>Halberstadt, A.G. (1991). Socialization of expressiveness: Family influences in particular and a model in general. In R. Feldman &amp; S. Rime (a cura di) Fundamentals of emotional expressiveness,(pp. 106-162). Cambridge, England:\u00a0 Cambridge University Press<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl primo passo nell\u2019educare al benessere emotivo \u00e8 dare voce a ci\u00f2 che si prova\u201d (Goleman) La vita familiare \u00e8 la prima scuola nella quale e dalla quale apprendiamo insegnamenti riguardanti la vita emotiva. 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